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Le prime luci si riaccendono a Castelsantangelo sul Nera

Oggi sono state consegnate le prime 11 casette nella frazione di Gualdo a Castelsantangelo sul Nera. Dopo un anno si riaccendono le prime luci all’interno di casine e non di roulotte. E’un buon segnale ma non riesce al colmare il vuoto lasciato dallo splendore delle tante anime che illuminavano il paesino. Al calar del sole, là dove c’era un paese vivo fatto di comignoli fumanti, parole sussurrate tra i vicoli, profumi di delizie pronte da mettere in tavola, al posto di quella vita, c’è un impietoso buco nero. I danni del paese sono tali da non poter nemmeno permettere più un’illuminazione notturna, lasciando un vuoto incolmabile. Castelsantangelo sul Nera potrebbe seguire il destino di Pescara del Tronto insieme ad altri meravigliosi borghi medioevali e non essere più ricostruito dove era. E semmai lo fosse, al passo con i tempi attuali, non basterebbero 30 anni per vederlo rinascere. Possiamo accettare che siano questioni legate alla sicurezza e alla prevenzione a non rendere possibile la sua ricostruzione. Possiamo accettarlo. Ma non possiamo accettare la lentezza con la quale le Istituzioni stanno agendo, lentezza che ha già allontanato da molti comuni colpiti tantissime persone. Erano le persone ad illuminare questi luoghi, con il loro amore, le loro tradizioni, la loro storia e cultura. Di questo passo di lucine, intese come persone, se ne spegneranno di più di quelle che si accenderanno nelle casine. E avremo perso, tutti. Per le 11 casette consegnate altrettante anime brillanti hanno rinunciato a tornare. Anche il conto è impietoso, come il buio. E poi c’è il lavoro, come pensare di tornare se non si hanno i mezzi per sostentarsi? Non si può immaginare di vivere aspettando che la generosità delle persone permetta l’arrivo di generi alimentari o altro. Non si può calpestare così la dignità di popolazioni forti, fiere e con una storia secolare. Non una sola delocalizzazione è stata effettuata, chiunque abbia riaperto un’attività lo ha fatto con propri soldi, accendendo a mutui e prestiti (nei prossimi giorni vi racconteremo meglio delle delocalizzazioni fantasma).
Non permettete che questa terra venga abbandonata, contribuite a tenere alta l’attenzione su tutte le regioni del centro Italia colpite, soprattutto sui piccoli comuni e le frazioni dimenticate. Diffondete notizie e informazioni perché in tanti non hanno idea di quale sia la situazione della miriade di piccolissimi centri. Anche sulla disinformazione si stanno giocando questa partita. Ma al posto delle carte in questo gioco ci sono le persone.

 

post ripreso dalla pagina “Un aiuto concreto per i Sibillini”
https://www.facebook.com/unaiutopercastelsantangelosulnera/

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